ARCHITETTURA

1992-2007 | Restauro della Torre del Giglio | Bientina | PI 

La duecentesca Torre, caposaldo sud-est dell’antica cinta muraria è ormai solo un rudere in continuo degrado. Nata per scopi difensivo-offensivi, ha una pianta pentagonale, con quattro lati sporgenti dalla cinta muraria del castrum e si compone di quattro piani fuori terra di circa 12 mq di superficie ciascuno. Al piano terra si può accedere solo da una breccia non originaria; il primo piano è raggiungibile dal corpo del Casalino (tipico esempio ottocentesco di casa rurale toscana; il secondo piano è collegato al primo da una botola ed è raggiungibile con scala a pioli; lo stesso sistema è previsto per raggiungere il terzo piano; Un muro di cinta, con cancello, delimita la proprietà, che comprende anche un piccolo resede a giardino con pozzo. Inizia una ricerca: far rivivere un pezzo di storia, rispettarne la morfologia, ma farla anche coincidere con le attuali esigenze abitative di un nucleo familiare. Un restauro lungo e complesso, volto a valorizzare al massimo la struttura della Torre e del Casalino, mantenendo integri gli spazi originari e ricercando contemporaneamente il massimo afflusso di luce naturale.

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Foto Alessandro Ciampi

1996 | Ristrutturazione di casa rurale | Montecatini Terme | PT

Vivere nella tradizione. Una casa rurale con modello tipologico residenziale (un unico fabbricato con il rustico ospitato al pian terreno e i piani superiori adibiti ad abitazione) ubicata a “mezza collina”, in posizione panoramica, circondara da un podere coltivato ad olivi e vigneto. Una  fra le tante che contraddistinguono in modo inequivocabile gran parte del paesaggio della Toscana. Un fabbricato dalle caratteristiche tipologiche ricorrenti: sviluppo su due livelli, struttura muraria in pietra locale e laterizio, finitura esterna in pietra facciavista, tetto rivestito dalle tipiche tegole (coppi ed embrici) in laterizio. Alla casa si affianca l’aia dove è presente, accorpato al fronte principale, il forno per cuocere il pane. All’interno, dietro gli spessi muri di pietra: soffitti a volte in laterizio e soffitti in travi e travicelli con interposte mezzane, pavimenti in cotto, ripida scala in pietra serena ed un grande focolare. All’inizio era soltanto una modesta abitazione fruita dal mezzadro, su cui avevano infierito gli anni e gli elementi naturali. Una ristrutturazione completa che, su espressa richiesta della proprietà, andasse incontro alle attuali esigenze abitative del nucleo familiare, mantenendo inalterate le caratteristiche peculiari del fabbricato. Un intervento mirato ad impreziosire una casa già calda ed accogliente, senza sconvolgere gli elementi che ne connotano le modeste origini, piuttosto  mettendoli in risalto. Il resto è frutto del vivere quotidiano.

1999-2006 | Restauro del Palazzo Del Rosso | Centro Giovanile Parrocchiale | Bientina | PI

La costruzione del Palazzo risale al ‘600. L’impianto planimetrico attuale è il risultato di quattro ampliamenti e di varie trasformazioni. Questo processo di adeguamento funzionale e formale ha generato molteplici stratificazioni archeologiche, strutturali e decorative che si sono sovrapposte fino agli anni quaranta. L’intervento si è ispirato ad un criterio di rigorosa conservazione di ogni parte dell’edificio ed in particolare delle superfici decorate dei vari ambienti, nascoste da molti strati di imbiancature che sono state scoperte e restaurate. La complessità delle sovrapposizioni dell’apparato decorativo, illustra la storia dell’edificio e degli stili che si sono avvicendati, determinandone una nuova e inaspettata qualità architettonica, perfezionata dalle poche aggiunte contemporanee, con le quali viene stabilito un perfetto equilibrio. Una sequenza di piccoli interventi, quali il ripristino di antiche aperture tamponate, la demolizioni di superfetazioni precarie e la scopertura di antichi pavimenti, ha reso leggibile lo spazio originale, consentendo di recuperare antiche suggestioni e inaspettati effetti di trasparenza. A questa attenzione estrema agli aspetti della conservazione abbiamo unito una particolare cura nell’inserimento e nel disegno dei nuovi elementi contemporanei come servizi igienici, ascensore, infissi ecc. necessari per i nuovi usi dell’edificio.

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Foto Studio B&S

2002 | Ristrutturazione di fabbricato rurale | Casa e appartamenti per vacanze | Riparbella | PI 

Una casa rurale con modello tipologico a metà tra il residenziale (un unico fabbricato con il rustico ospitato al pian terreno e i piani superiori adibiti ad abitazione) e l’aziendale (un edificio principale interamente adibito ad abitazione e una o più strutture distaccate dove vi sono i rustici e gli annessi vari). Una delle varianti tipiche che caratterizzano ogni zona della Toscana. Una realtà rurale, in questo caso, probabilmente modificata dalla realizzazione della moderna viabilità che ha sostituito quella poderale. Il fabbricato era costituito da un corpo principale a pianta rettangolare allungata, con annessi addossati (una rimessa attrezzi con forno, un piccolo porcile e pollaio, un’appendice destinata a servizio igienico) ed aia prospiciente il fronte principale. Struttura muraria in pietra e laterizio, tetto rivestito dalle tipiche tegole (coppi ed embrici) in laterizio, sottongroda realizzato con “mezzane” poste a sbalzo, a correre e a spina, strutture portanti orizzontali costituite da travi, travicelli e mezzane, pavimenti in mezzane di cotto, finitura esterna in parte a “facciavista”, in parte ad intonaco. Un intervento di ristrutturazione e di adeguamento a struttura ricettiva finalizzato ad adattare gli antichi spazi alle nuove esigenze funzionali, rispettando le valenze originali degli ambienti e sfruttando le potenzialità espressive dell’antico, senza stravolgere la distribuzione originaria. Un intervento mirato a non impoverire e non ripulire in maniera drastica gli spazi, cercando di sfruttarne le caratteristiche migliori, “aggiungendo” solo ciò che poteva renderli usufruibili in modo diverso (bagni, cucine, ecc.), dotandoli di una serie di soluzioni-tecnologiche senza distruggerne l’autenticità in termini sia compositivi che materici. Divisioni interne eseguite con tecnologie e materiali leggeri, come i blocchi bagno/cucina, sempre concepiti come elementi sovrastrutturali autonomi che non intercettano mai i solai in legno, il tutto finalizzato a mantenere l’involucro come elemento “forte”.

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Foto Studio B&S

 2008 | Restauro del campanile della Pieve di S. Maria Assunta | Bientina | PI

Il Campanile è posto al margine esterno sud-est del corpo della chiesa. Le facciate e la copertura sono completamente intonacate, la cella campanaria presenta aperture ad arco per ogni lato e la piccola torre campanaria esibisce un ordine toscano, concluso da dado con volta a padiglione di forma barocca, sulla cui estremità vi era una banderuola segnavento che raffigurava l’antico stemma della comunità. All’interno della cella campanaria sono alloggiate tre campane, impostate su incastellatura lignea. Il restauro  ha interessato tutta la struttura, con operazioni specifiche per le varie situazioni di degrado (opere strutturali, di consolidamento, di finitura). Dalla cucitura armata delle fratture alla pulizia delle superfici, dal consolidamento dell’interfaccia muratura alla tinteggiatura, oltre alla realizzazione del tetto con intonaco in coccio pesto idrofobizzato ed alla sostituzione dell’incastellatura lignea con una di tipo metallico, per permettere la motorizzazione delle due campane principali. E’ stata inoltre ripristinata la banderuola segnavento fortemente danneggiata, con altra similare, ricostruita mediante foto storiche.

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Foto Studio B&S

2012 | Restauro della Pieve di S. Maria Assunta | Bientina | PI 

La Chiesa, come costruzione è da collocare approssimativamente intorno alla fine del 1200. Nel 1628 ha subito lavori di ampliamento conclusi con la consacrazione del nuovo edificio avvenuta nel 1644. Dal 1748 al 49 fu arricchita con il grande soffitto ligneo intarsiato a cassettoni. L’interno fu ridecorato in stile rococò tra il 1750 e il 1785. L’edificio è stato oggetto di interventi alla copertura e agli intonaci esterni nel 1986, all’ornato interno e agli affreschi nel 2005. Esteriormente la Pieve ha forme molto semplici e tuttavia, nella sua semplicità, colpisce per il suo studiato ed armonico geometricismo, tutto toscano. Il restauro della copertura e delle facciate è iniziato dopo un’accurato studio del loro stato di conservazione che ha portato alla decisione di intervenire sul manto di copertura e sulla struttura lignea secondaria; sulle facciate ad intonaco e sugli apparati decorativi lapidei. Si è intervenuti anche per ripristinare la pittura figurativa a secco. Nell’ambito dell’intervento alla copertura, furono riscontrati problemi di degrado biologico e/o meccanico alle capriate, in alcuni casi associati a evidenti manifestazioni di dissesto che obbligarono ad un immediato intervento di consolidamento. Dopo accurati sopralluoghi, in base alle analisi effettuate, al rilievo del danneggiamento e ai meccanismi di rottura individuati, venne studiato un quadro di interventi adeguato alla risoluzione dei problemi. La soluzione prevista era derivata dalla necessità di tutelare il pregiato controsoffitto ligneo, escludendo a priori la possibilità del suo smontaggio e quella di presidiare la copertura dall’interno della navata mediante puntellamento dal basso. Pertanto l’intervento di rinforzo della copertura è stato concepito agendo esclusivamente nel sottotetto, con modalità che hanno consentito di lasciare la chiesa aperto al culto. Una metodologia poco invasiva e, ove possibile, tendente a ridurre l’impatto visivo, mediante cuciture con barre filettate e bulloni a scomparsa e con l’inserimento di protesi lignee, per le aste con parti ammalorate irrecuperabili. Il consolidamento globale ha permesso di eliminare le terzere rompitratto aggiunte in epoca recente, riportando la struttura lignea nella sua originaria conformazione.

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Foto Studio B&S

2013 | Restauro dell’Oratorio San Carlo Borromeo | Centro espositivo e multimediale | Castelfiorentino | FI 

Edificato nel 1616, l’oratorio ha subito un primo restauro nel 1703. Nel 1887 fu demolito e subito ricostruito, molto probabilmente con l’utilizzo del materiale preesistente (cornici, soglie, architravi). L’oratorio è stato aperto al culto fino all’alluvione del 1966, anno che ne segnò il definitivo abbandono, innescando un progressivo avanzamento del suo deterioramento che si è protratto fino alla minaccia di completa rovina, poi, nel 1998, una prima ed importante opera di recupero ne ha reso possibile la sua salvaguardia. Ad oltre dieci anni dal primo intervento, si è presentata la necessità di completare i lavori di conservazione, al fine di interrompere il processo di degrado degli intonaci interni ed esterni. L’intento è stato quello di recuperare una realtà storica, ma per destinarla agli usi attuali, di trasformarla, ma senza nulla perdere del suo fascino antico, aggiungendo anzi all’edificio una buona leggibilità del passato, ma anche una buona godibilità nel presente. Lo scopo è stato di non sovrapporre il nuovo al vecchio come se gli fosse estraneo, ma di collaborare con esso, in una complicità di modi. Per cui si è ricercata una continuità che non nega la legittimità della tradizione, ma neppure la contemporaneità. E’ stato un intervento globale che, oltre a rimediare ai danni del tempo, ha rinnovato e portato a compimento l’impiantistica, realizzato strutture espositive idonee allo svolgimento delle mostre e quant’altro necessitava, affinché gli ambienti fossero utilizzati al meglio per gli scopi a cui erano stati destinati.

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Foto Studio B&S

2014 | Ristrutturazione di piano terra | Forte dei Marmi | LU

Un fabbricato risalente agli anni ’60 ubicato in zona residenziale, a poca distanza dal mare. Una porzione autonoma di quadrifamiliare, corredata da resede esclusivo adibito a giardino di cui la committenza ha richiesto un miglioramento qualitativo e funzionale, oltre al risanamento dei locali al piano terra. La risistemazione del resede ha visto la sostituzione delle vetuste pavimentazioni con lastre di gres porcellanato effetto pietra e pavimento sopraelevato in listoni di teak; la realizzazione di nuovo manto erboso naturale e l’istallazione di una pergola bioclimatica e di una struttura impermeabile. Per l’ingresso in sicurezza di pedoni e biciclette è stato realizzato un nuovo accesso su strada privata, mentre sulla strada principale, il cancello pedonale è stato arretrato rispetto alla sede stradale, creando uno spazio di sosta e disimpegno. Per quanto concerne il fabbricato, il rivestimento in mattoncini verniciati delle pareti esterne è stato sostituito con lastre in gres porcellanato e sono state realizzate due porte sul lato nord, in luogo di due finestre. Relativamente agli ambienti interni, esigue opere edili ne hanno migliorato funzionalità e fruibilità. Sul fronte principale, per evidenziare l’ingresso è stato realizzato un pergolato a lamelle frangisole in ferro verniciato.

PRIMA DELL’INTERVENTO

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DOPO L’INTERVENTO

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Foto Studio B&S